Di chi è l’oratorio? Del prete. Chi comanda e decide? Il prete. Se effettivamente (e per alcuni versi comprensibilmente) fino ad ora è stato così, ora bisogna cambiare. Al prete non bisogna dire: “decidi TU”, perché “l’oratorio è TUO”, ma “decidiamo NOI” insieme perché “l’oratorio è NOSTRO” (tanto che quando un prete se ne va, non porta via con sé l’oratorio).
Populismo? Retorica di collaborazione? Il rischio è facile! Per evitare il rischio di frasi solo teoriche, segnaliamo due passaggi fondamentali nella vita del nostro oratorio che mirano a rendere concreto questo cambiamento: la presenza di un Responsabile laico dell’oratorio (si chiama Paola Tagliabue e in molti hanno già avuto modo di conoscerla personalmente) e la costituzione di un Consiglio dell’Oratorio rappresentativo di tutte le realtà presenti nell’oratorio e con il compito di scegliere insieme le strategie educative ed affrontare le singole questioni emergenti (dalle spese importanti da fare alle scelte educative); una prima riunione del Consiglio è già stata fatta e troverete il “verbale” dell’incontro nella pagina apposita del nostro sito insieme all’elenco dei componenti.
Ma si sa che fatta la legge si è trovato l’inganno. È facile pensare che allora adesso non comanda più il prete ma il Responsabile laico e quel gruppetto lì che si trova ogni tanto.
Il rischio è facile nella misura in cui si vive il compito educativo dell’oratorio nella forma della delega (“tanto ci pensano loro”). Se fosse così cambierebbero solo i nomi ma la sostanza rimarrebbe invariata.
Rilanciamo la possibilità reale del cambiamento sotto forma di domande un po’ provocatorie: un adulto, un genitore cosa ci viene a fare in oratorio? E quando è dentro utilizza il luogo solo per quello che offre o se ne sente responsabile (magari intervenendo ovviamente con i dovuti modi se succede qualcosa che non va: due ragazzi che litigano, uso volgare delle parole, un bimbo che ha bisogno…)? E i giovani e gli adolescenti: l’oratorio va bene come luogo dove posso parlare con chi mi interessa, fare una partita a briscola, fare merenda al bar, usare i servizi quando necessita? Oppure mi rendo responsabile anche presso i miei coetanei per il modo di vivere, di usare (o di buttare via) il tempo? Perché se non succede così, qualcuno mi spiega che differenza c’è tra un oratorio e un parco pubblico? E se davvero ci facesse più comodo un oratorio dove si vive come in un parco pubblico (dove tutti possono fare tutto senza preoccuparsi degli altri) cosa lo teniamo aperto a fare l’oratorio? Sarebbe interessante ragionarci insieme…
2 Risposte per "L’importanza dei pronomi"
Buonasera Don, come sempre ha belle idee chiare e precise.
Volevo complimentarmi anche per l’iniziativa del tetto solare sulla palestra.
Buon Natale Don e che Dio La benedica
piero
Bravo (come sempre) Chicco, finalmente il nostro impianto fotovoltaico è in tempo reale sul sito dell’ODB. Questo vuole dire che chiunque può vedere quanto abbiamo/stiamo producendo e quanta attenzione abbiamo per l’ambiente.
Volevo però cogliere l’occasione per far sapere che la nostra Giuly ha sempre partecipato in prima persona a questa importante iniziativa con la sua silenziosa presenza incoraggiando, rendendosi sempre disponibile, aiutando in ogni situazione. Se questo progetto funziona, credeteci, tanto del merito è suo! A Lei il ricordo più affettuoso con la certezza che la luce più preziosa, ora, la circonda; ci mancherai tantissimo…
team FV
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