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Catechesi

«Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine,
secondo la nostra somiglianza:
dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo» […]
maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra» […]
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona […] sesto giorno […]
Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto […]
Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò,
perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto CREANDO».
(cfr. Genesi 1, 26-2, 3).

Il VII Incontro Mondiale delle Famiglie di Milano 2012 con il Papa (dal 30 maggio al 3 giugno 2012) impegna anche gli oratori ambrosiani in un lungo cammino di preparazioneche si concluderà con l’accoglienza delle famiglie provenienti da ogni parte del mondo per celebrare insieme le giornate che avranno come tema«La famiglia: il lavoro e la festa».
Inviteremo, sin dall’inizio del nuovo anno oratoriano, anche i ragazzi e gli adolescenti dei nostri oratori a scoprire che «famiglia, lavoro e giorno festivo sono doni e benedizioni di Dio per aiutarci a vivere un’esistenza pienamente umana» (Benedetto XVI).

Nella vita delle persone la creatività, l’ingegno, la passione e la dedizione sono elementi che mostrano un volto che assomiglia molto all’immagine di Dio, che dal nulla crea tutte le cose. Anche Dio nella sua opera creatrice ha lavorato al fine di realizzare qualcosa che fosse «buono», fino a creare l’uomo e la donna che, nella sua visione, sono il compimento di ciò che è «molto buono». Dio, dinnanzi a ciò «che aveva fatto creando» (Gn 2, 3b) è stato capace di fermarsi e di meravigliarsi, partecipando alla sua creazione quasi ricreandosi (a tal punto da mandare, nel momento opportuno, il suo stesso Figlio nel mondo). Anche in questo, le persone capaci di provare ancora lo stupore per una vita vissuta, condivisa e donata sono il segno del volto del Creatore, che ancora mostra la sua immagine nella festa.

Pensiamo che, nonostante tutto, anche i nostri ragazzi possano essere educati a guardare così le dimensioni del lavoro e della festa, come «ambiti» da vivere da subito, grazie a piccole e grandi scelte di impegno e di servizio e grazie anche alla frequentazione della comunità, come luogo della festa, che trova nell’oratorio un riflesso della vita di famiglia in cui i più giovani, insieme ai genitori e agli educatori più grandi, si esercitano a mettere in pratica le dimensioni del dono e della gratuità, le stesse che ricreano le condizioni di un «mondo» voluto e creato da Dio per essere come Lui.

Per questo traduciamo il lavoro e la festa nello slogan dell’anno oratoriano 2011–2012: CREANDO E RICREANDO, dove il lavoro è visto come accoglienza e prolungamento dell’azione di Dio Creatore (CREANDO) e la festa è segno della «compiacenza» rigenerante di Dio dinnanzi alla capacità autonoma e libera delle creature di vivere in armonia, dentro un disegno di bellezza e di bontà (RICREANDO).

Testo prelevato dal sito http://www.chiesadimilano.it/fom

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