29 Aprile 2004 | Vita in Oratorio

Italia-Romania: 3 a 8 – A scuola, ma sul camper!

L ‘esperienza che don Massimo sta vivendo in Caritas sta coinvolgendo anche noi giovani dell’oratorio; in particolare vorrei ricordare qui due esperienze che abbiamo vissuto e stiamo vivendo.

Un sabato sera siamo andati a prendere i Rumeni che vivono nel campo di via Caporizzuto a Milano che il don conosce bene e siamo venuti con loro in oratorio . Qui ci siamo cimentati in una sfida calcistica italia-romania nella quale abbiamo dovuto riconoscere la supremazia dei rumeni soprattutto per quanto riguarda la resistenza fisica e cosi abbiamo perso la partita con un punteggio da vergogna : 8 a 3.
Abbiamo capito che noi non siamo così allenati come pensiamo di essere o che probabilmente l’abitudine ad una vita più comoda ci fa risultare un pò scarsi nei loro confronti.
Dopo questa sonora sconfitta abbiamo condiviso con loro il momento della cena preparata da nostri cuochi dell’oratorio e li abbiamo quindi riaccompagnati alle loro baracche con la promessa di giocarci una rivincita ben presto.
Questa serata è stata molto importante perchè abbiamo vissuto una vicinanza alla pari, dando o ridando una dignità e una cittadinanza a chi spesso è costretto a sentirsi di serie b o addirittura rifiutato. Questa serata ci ha aiutato a superare anche la logica assistenzialista per cui noi siamo quelli che generosamente elargiscono i loro doni a coloro che sono meno di noi per portarci invece a condividere alla pari con la stessa dignità : il giocare insieme, sedersi a mangiare allo stesso tavolo sono segni importanti e che indicano un percorso diverso da quello puramente assistenzialista.
Sempre in questa direzione abbiamo da un pò di tempo iniziato una esperienza particolare con i bambini rumeni del campo di via caporizzuto : una volta la settimana andiamo al campo con il don o con qualche altro giovane e facciamo un pò di compiti con quei pochi bambini che frequentano la scuola o che inizieranno a frequentarla. Andare a scuola per questi ragazzi è il modo più normale per sentirsi inseriti nel paese dove vivono e per imparare a vivere nel paese dove adesso sono.
Il nostro è un piccolo impegno ma il mare è sempre fatto da tante gocce…

Simone e Stefania