20 Agosto 2004 | Vita in Oratorio

Oratorium: la grande sfida di Elio e le Storie Tese!

Pubblichiamo l’intervista a Elio che potete trovare su http://www.chiesadimilano.it dove si parla del nuovo singolo “ORATORIUM”, ormai diventato l’inno dell’Oratorio per eccellenza!

 

Elio oratoriano ha fatto il bis. Dopo il successo di Born to be Abramo, censuratissimo pezzo del 1990, che sulla musica di un noto brano dance
degli anni Settanta rivisitava le parole di alcune canzoni di chiesa, Elio
e le storie tese raccontano di nuovo, con la consueta ironia e
acutezza, la loro visione dell’oratorio. E a buon diritto,
visto che da ragazzi erano assidui frequentatori… La nuova canzone
(pardon, “canzoncina”, come il gruppo stesso ci tiene a definirla) si
intitola Oratorium e sarà la colonna sonora dell’estate
oratoriana 2004 . Il cd si potrà acquistare presso la
Fom (via Sant’Antonio 5, Milano), unico punto di distribuzione, al prezzo
di 5 euro. Ecco come Elio ci ha parlato dell’ultima fatica del gruppo.


Com’è nata la canzone?

Innanzi tutto dalla mia amicizia con
don Massimiliano Sabbadini (direttore della Fom, ndr), che dura da
quando eravamo piccoli. Lui, tra l’altro, è un grande esperto di Elio e le
storie tese, quindi sa che noi, anche se sembriamo scemi, ogni tanto siamo
pure intelligenti. Allora ci ha invitato a creare qualcosa di simpatico e
brillante per l’estate 2004. Noi ci siamo impegnati al massimo e abbiamo
pensato di scrivere una “canzoncina” che chiunque sia in grado di
eseguire, con degli accordi veramente semplicissimi. Solo che per farla
troppo semplice è uscita anche un po’ bruttina… Ma l’importante era che
fosse facile. Il testo, però, è molto bello, è stato anche approvato in
via ufficiosa dal Papa.

Perché nel testo si dice che è una
canzone che va cantata almeno in tre?

Perché quando si è
all’oratorio, tra gli amici, e uno vuole suonare una canzone, regolarmente
capita che poi non la sa fare, perché arriva sempre l’accordo difficile.
Invece questa è una canzoncina semplicissima, che prevede anche parti da
distribuire: chi suona, chi canta, chi fa i cori. Perché il momento della
musica è fondamentale, in oratorio. Sia per stare insieme, sia per
favorire la nascita dei primi amori…

E’ stato difficile
scriverla?

E’ una canzone che ha richiesto un certo impegno, mille
correzioni, mille aggiornamenti. E anche dei sopralluoghi negli oratori:
noi avevamo dei ricordi e ci siamo chiesti se certe cose c’erano ancora. E
c’erano: all’oratorio si trovano cose nuove, ma ce ne sono alcune
invariate dagli anni Settanta. Per esempio la spuma o le caramelline
strane che si trovano solo lì, come le cocacoline o le stringhe di
liquirizia. Veramente, non so se saremo mai in grado di fare una canzone
altrettanto bella.

 

Questa sarà una canzone dell’oratorio o uno
dei pezzi di Elio?

E’ una canzone dell’oratorio e per l’oratorio,
fatta da persone che all’oratorio non ci vanno più, ma che pensano
all’oratorio con affetto, perché ci sono andati per tanti anni
(Cesareo alla chiesa del Preziosissimo Sangue, Elio nell’oratorio
dell’Assunta, ndr)
. Soprattutto abbiamo pensato al povero Cristo
che deve suonare per i suoi amici e non sa fare i pezzi. Invece questa è
una canzoncina tanto semplice che può essere eseguita anche da un
incapace. Basta poco: una chitarra, dei bonghetti (ma basta anche battere
su un tavolo), il capotasto mobile e soprattutto tanta allegria e tanti
amici che abbiano voglia di stare insieme e di cantare. Prima di eseguirla
l’ideale è nutrirsi con le stringhe di liquirizia, le cocacoline, il
mollicchione rosa, le cicche quadrate che ogni tanto ne vinci una. Da
bere, spuma nera, spuma rossa o spuma ginger.

Si apre una nuova
strada musicale per il vostro gruppo, o lo considerate un ritorno a
Born to be Abramo
?
E’ un espediente per mantenersi a galla, per
non essere costretti a presentare il Festivalbar e non dover finire a fare
le fiction…

Se diventerà un successo per l’estate, sarete i
primi a stupirvi?

Noi lavoriamo perché questa canzoncina arrivi al
numero uno assoluto in Italia e speriamo anche in Europa. Se non succeder?
saremo un po’ amareggiati, ma anche abituati, perché ci remano sempre
contro tutti, anche gli amici. Da sempre sogniamo che i nostri brani
arrivino primi in classifica ma è accaduto solo poche volte. Anche
La terra dei cachi,
che era prima a Sanremo, l’hanno fatta arrivare
seconda…

Ci vuoi dire un buon motivo per andare all’oratorio
oggi?

Un buon motivo è che puoi fare quattro tiri senza essere
investito dalle macchine. Un altro e che non piombi nell’inferno della
droga, che è una buona ragione. Il terzo è che, tutto sommato, ci sono
anche delle belle ragazze…

L’oratorio è invecchiato?

Mi sembra che sia senza età e che non gli serva fare il lifting,
come invece a qualcun altro…

Nel testo dite che l’oratorio è
un luogo dove il sacro e profano si incontrano. In che senso?

L’oratorio è un luogo dove si fanno arrivare i giovani col trucco dei
giochi, che non sono propriamente sacri, però poi c’è anche l’aspetto
sacro. Dopo accurate indagini, noi di Elio abbiamo appurato che il punto
dove questi due elementi si uniscono è il bar dell’oratorio, dove tra
l’altro si canta questa canzoncina…

Stefania Cecchetti

www.chiesadimilano.it