14 Novembre 2007 | Parola di Don

Vado a prepararvi un posto…

A ormai 3 mesi di distanza, non vogliamo dimenticare chi, in oratorio, è stato una presenza significativa e la cui memoria desideriamo tenere viva perché molti ancora possano imparare la sapienza del vivere… Non è mai semplice poter identificare in una sola immagine l’esistenza di una persona; le si farebbe torto perché sarebbe una riduzione. […]

Carmela

A ormai 3 mesi di distanza, non vogliamo dimenticare chi, in oratorio, è stato una presenza significativa e la cui memoria desideriamo tenere viva perché molti ancora possano imparare la sapienza del vivere…

Non è mai semplice poter identificare in una sola immagine l’esistenza di una persona; le si farebbe torto perché sarebbe una riduzione. Però è difficile riuscire a dire tutto, perché ciascuno conosce – di una persona – un aspetto o qualche aspetto e mai l’intero (questo solo Dio lo conosce).
Senza arrendermi a questa difficoltà, se dovessi scegliere un “motto” con il quale ricordare Carmela, userei quello utilizzato dall’evangelista Giovanni: “Vado a prepararvi un posto”. Queste parole le pronuncia – evidentemente – Gesù, annunciando il suo distacco dai discepoli per tornare al Padre, promettendo loro però una comunione che rimane pur nel distacco, comunione che si perfezionerà “quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me perché siate anche voi dove sono io”.
Mi vengono alla mente quei sabati mattina e pomeriggio in cui bisognava apparecchiare per la cena della sera: le lunghe (e poco sussurrate) discussioni sul come disporre tavoli, posti, sedie… perché tutti potessero sentirsi a proprio agio.
E poi sapevi anche che se arrivavi all’ultimo momento, sulla Carmela potevi contare per riuscire a trovare un posticino anche quando tutto era strapieno: certo eri rimproverato, a volte proprio non si riusciva a trovare la soluzione ma, a costo di organizzare un bis di quella serata, eri tranquillo che in qualche modo la cosa sarebbe stata risolta.
E se eri un affezionato frequentatore di queste iniziative e per caso ti dimenticavi di qualche appuntamento, lei veniva a dirti “Ma allora, in quanti vi devo segnare per la cena?”.

È troppo ridurre la figura della Carmela alla questione delle cene? Per un certo aspetto, sì! Occorrerebbe dire della sua fede, della sua passione per le molte iniziative non solo della Parrocchia, ma anche di tutti gli altri ambiti nei quali ella prestava servizio anzitutto con la sua presenza, della sua generosità che ci teneva a mantenere nascosta ma della quale tanti hanno beneficiato in diverso modo…
Per un altro aspetto però, forse più essenziale, non è riduttivo legare la sua figura a quella della cena. È proprio in questa occasione che il Signore stesso ha dato il meglio di sé, a quella cena con i suoi egli aveva rivolto l’attenzione durante la sua vita terrena (“ho desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi”) e a questo incontro dà appuntamento a tutti coloro che desiderano stare con lui (“Eccomi, sto alla porta e busso: se qualcuno mi aprirà, entrerò e cenerò con lui ed egli con me”).

Noi osiamo sperare – memori dei tanti benefici ricevuti – di poter contare ancora una volta sulla Carmela per trovare un giorno un posto alla tavola del Signore insieme a lei e a tutti coloro che abbiamo cari.

don Paolo