18 Novembre 2009 | Parola di Don

L’importanza dei pronomi

Di chi è l’oratorio? Del prete. Chi comanda e decide? Il prete. Se effettivamente (e per alcuni versi comprensibilmente) fino ad ora è stato così, ora bisogna cambiare. Al prete non bisogna dire: “decidi TU”, perché “l’oratorio è TUO”, ma “decidiamo NOI” insieme perché “l’oratorio è NOSTRO” (tanto che quando un prete se ne va, non porta via con sé l’oratorio).

pronomeVoiDi chi è l’oratorio? Del prete. Chi comanda e decide? Il prete. Se effettivamente (e per alcuni versi comprensibilmente) fino ad ora è stato così, ora bisogna cambiare. Al prete non bisogna dire: “decidi TU”, perché “l’oratorio è TUO”, ma “decidiamo NOI” insieme perché “l’oratorio è NOSTRO” (tanto che quando un prete se ne va, non porta via con sé l’oratorio).

Populismo? Retorica di collaborazione? Il rischio è facile! Per evitare il rischio di frasi solo teoriche, segnaliamo due passaggi fondamentali nella vita del nostro oratorio che mirano a rendere concreto questo cambiamento: la presenza di un Responsabile laico dell’oratorio (si chiama Paola Tagliabue e in molti hanno già avuto modo di conoscerla personalmente) e la costituzione di un Consiglio dell’Oratorio rappresentativo di tutte le realtà presenti nell’oratorio e con il compito di scegliere insieme le strategie educative ed affrontare le singole questioni emergenti (dalle spese importanti da fare alle scelte educative); una prima riunione del Consiglio è già stata fatta e troverete il “verbale” dell’incontro nella pagina apposita del nostro sito insieme all’elenco dei componenti.

Ma si sa che fatta la legge si è trovato l’inganno. È facile pensare che allora adesso non comanda più il prete ma il Responsabile laico e quel gruppetto lì che si trova ogni tanto.

Il rischio è facile nella misura in cui si vive il compito educativo dell’oratorio nella forma della delega (“tanto ci pensano loro”). Se fosse così cambierebbero solo i nomi ma la sostanza rimarrebbe invariata.

Rilanciamo la possibilità reale del cambiamento sotto forma di domande un po’ provocatorie: un adulto, un genitore cosa ci viene a fare in oratorio? E quando è dentro utilizza il luogo solo per quello che offre o se ne sente responsabile (magari intervenendo ovviamente con i dovuti modi se succede qualcosa che non va: due ragazzi che litigano, uso volgare delle parole, un bimbo che ha bisogno…)? E i giovani e gli adolescenti: l’oratorio va bene come luogo dove posso parlare con chi mi interessa, fare una partita a briscola, fare merenda al bar, usare i servizi quando necessita? Oppure mi rendo responsabile anche presso i miei coetanei per il modo di vivere, di usare (o di buttare via) il tempo? Perché se non succede così, qualcuno mi spiega che differenza c’è tra un oratorio e un parco pubblico? E se davvero ci facesse più comodo un oratorio dove si vive come in un parco pubblico (dove tutti possono fare tutto senza preoccuparsi degli altri) cosa lo teniamo aperto a fare l’oratorio? Sarebbe interessante ragionarci insieme…