2 Marzo 2010 | Parola di Don

Quando la parola d’ordine è “niente”

C’è un virus, che aleggia sopra le nostre teste, che è micidiale. Micidiale perché non ti fa stare tanto male, micidiale perché incolore, inodore, insapore. Quali sono gli effetti? Ti rende “trasparente”, ti toglie i contorni e i colori e tu sei così ben mimetizzato con l’ambiente che ti circonda che sembra proprio che tu non ci sia. Ha un nome questo virus? Sì, probabilmente non solo uno; e ciascuno può chiamarlo come vuole, non è tanto importante.

C’è un virus, che aleggia sopra le nostre teste, che è micidiale. Micidiale perché non ti fa stare tanto male, micidiale perché incolore, inodore, insapore. Quali sono gli effetti? Ti rende “trasparente”, ti toglie i contorni e i colori e tu sei così ben mimetizzato con l’ambiente che ti circonda che sembra proprio che tu non ci sia.

Ha un nome questo virus? Sì, probabilmente non solo uno; e ciascuno può chiamarlo come vuole, non è tanto importante.

Ciò che conta è che è contagioso, senza che tu te ne accorga ce l’hai già dentro.

Quali effetti produce sulle persone? Le rende “tiepide”, cioè vuol dire che non sono né calde né fredde, né buone né cattive, né avide né generose, né…né… Sai, se sei freddo o caldo, vuol dire che hai già fatto una scelta di campo, se sei tiepido non si sa da che parte prenderti; se sei freddo o caldo amerai molto qualcosa e odierai molto il suo contrario, ma se sei tiepido non ti appassioni a niente e a nessuno.

E questo è un virus che ti attacca quando non hai più l’ingenuità (o – a volte – la stupidità) dell’adolescente, ma sai che sei diventato un po’ più grande (ma non abbastanza per volerti prendere direttamente qualche responsabilità); questo virus è quello che ti fa dire, di fronte a una provocazione, “ma io non ho fatto niente”; ecco, bravo, proprio questo è il problema: niente di male ma anche niente di bene, proprio niente hai fatto. E se tutto si assesta su questo standard, non ci sarà più nulla che ti farà provare passione, tutto e tutti saranno interscambiabili e la sola preoccupazione sarà “che mi lascino stare perché non chiedo nulla, non ho bisogno di nessuno, sono già a posto, grazie”.

Il tempo forte della quaresima che inizia sia forte anzitutto per questo motivo: ci faccia patire qualcosa, ci faccia provare passione per qualcosa, ci strappi dalla tiepidezza di una “cuccia calda” e ci riconsegni all’avventura appassionante del volere, del decidere, insomma… dell’essere liberi”!