30 Settembre 2011 | Al di là di noi, Altre notizie, GMG 2011

“Una giornata mondiale”: le testimonianze dalla GMG 2011!

Abbiamo raccolto alcune testimonianze scritte dai ragazzi della nostra Comunità Pastorale che quest’estate hanno partecipato alla GMG 2011!

In questo articolo abbiamo raccolto alcune testimonianze scritte dai ragazzi della nostra Comunità Pastorale che hanno partecipato alla GMG 2011 quest’estate.

Testimonianza di Laura

È passato quasi un mese da questa esperienza e ora, ripensando a quei dieci giorni passati a Madrid, non posso far altro che ricordarmi del fiume di giovani, venuti da tutto il mondo che camminavano nelle strade cantando e ballando con grande gioia, di tutte le bandiere che sventolavano a ogni attività e in ogni momento religioso, di tutti i cori fatti aspettando la metropolitana (e il tempo passato sottoterra è stato veramente tanto!) I sorrisi, le lingue diverse, i diversi colori, tutte le mani che salutano e che pregano, la festa continua, il silenzio, le inconvenienze… Plaza de Toros a nord di Madrid con 1600 persone, le docce fredde, le attese infinite: ecco la GMG è anche questo!

Quello che mi ha più stupito è stata la grande folla di giovani durante la veglia del sabato con il Papa a Cuatro Vientos, il coraggio e la fede che hanno permesso loro di rimanere sotto la pioggia cantando “questa è la gioventù del Papa” ha confermato il messaggio trasmesso:“Firmes en la fe”, “Radicati e fondati in Cristo, Saldi nella fede”.

Questo è il messaggio del Papa che mi è rimasto più impresso: ascoltare le Sua parola, conservare la fiamma che Dio ha acceso nei nostri cuori, perseverare, essere testimoni della Fede nel mondo. “Aver fede significa appoggiarsi sulla fede dei tuoi fratelli, e che la tua fede serva allo stesso modo da appoggio per quella degli altri…”. Saremo in grado di resistere alla sfida “lanciata” dal Papa?

Testimonianza di Carolina

Per me è stata una esperienza positiva che ho vissuto a 360° e la rivivrei ancora… È stata a tutti gli effetti “un’avventura” in cui si sono miscelati molto bene i momenti di divertimento e di spiritualità. L’esperienza della Giornata Mondiale della Gioventù mi ha fatto capire come nella vita ci sia veramente un momento per tutto: pregare, riflettere, rilassarsi, emozionarsi e ridere con le altre persone.

Incontrare tantissimi giovani provenienti da tutto il mondo e con loro cantare e pregare, mi ha aiutato molto a trovare la forza per riuscire ad andare avanti ogni giorno. Il momento della veglia l’ho trovato emozionante probabilmente perché c’era un silenzio molto significativo in cui sembrava che Qualcuno chiamasse proprio me. Voglio ringraziare in modo speciale tutte le persone che mi hanno consentito di vivere questa esperienza indimenticabile con loro e come loro, aiutandomi a superare anche le barriere architettoniche spagnole!

Testimonianza di Paola

Non ho portato con me la macchina fotografica ma voglio provare a raccontare la JMJ attraverso delle foto “virtuali”.

IL PRIMO DESIDERIO: “Che questa JMJ lasci tracce di Vangelo nella vostra vita”: avevo fatto mio l’augurio che qualcuno ci aveva rivolto alla vigilia della partenza. E sono partita con la certezza che il Signore avrebbe avuto una Parola per ciascun giovane e anche per me. Così è stato.

LA FOLLA COLORATA DI GIOVANI E BANDIERE: è il volto universale di una chiesa giovane che sa abbattere le barriere ed è capace di fare festa.

LA SAGRADA FAMILIA: mi sono emozionata davanti a tanta bellezza intrisa di luce e di fantasia artistica. Gaudì è balzato in testa alla classifica dei miei artisti preferiti (non che ne conosca molti, a dire il vero!). Entrare nella Sagrada Familia e innalzare lo spirito a Dio è stato, per me, un tutt’uno. La bellezza parla di Dio…

LE SUORINE DI BARCELLONA: il sorriso, l’attenzione, la disponibilità, l’accoglienza.

LA CARROZZINA DI CAROLINA… e il suo sorriso, sempre: anche quando (e capitava davvero spesso) le barriere architettoniche rendevano difficoltosi gli accessi… Ma su Carolina c’è tanto altro da dire: fatevi raccontare le sue mille e più disavventure!!! Ah ah!!!

LA CARTINA BUCATA DI ELENA: da Barcellona a Madrid Elena è stata la guida perfetta (a differenza mia!). È riuscita a consumare la sua cartina – e non solo la sua – a furia di consultarla. …mitica Elena!

DOCCIA FREDDA: La prima doccia fredda l’abbiamo fatta a Barcellona, intorno a mezzanotte. Il “rito” si è ripetuto tutte le sere, anche a Madrid. …così ci ho preso gusto e… non ho ancora perso il vizio.

CHRISTIAN CHIEDE ACQUA AI BOMBEROS: a Madrid faceva davvero tanto, tanto, tanto caldo! L’immagine di Christian che riceve acqua dai bomberos (pompieri) è bellissima: è l’immagine del sollievo nella fatica! …E poi la sua espressione parla da sola!!!

PLAZA DE TOROS: “I ragazzi sulle gradinate, le ragazze al centro dell’arena, sotto le stelle!”; primo giorno. E fu sera e fu mattina e arrivarono altri gruppi. “Stringetevi. I ragazzi tutti vicini tra loro, le ragazze altrettanto, al centro dell’arena.”. Secondo giorno. E fu sera e fu mattina e arrivarono altri gruppi e il numero di coloro che dovevano dormire nell’arena cresceva e si moltiplicava, mentre lo spazio diminuiva. “I ragazzi… le ragazze… ma mettetevi dove volete!!!”. Terzo giorno e giorni seguenti. …Ma ormai lo spirito di adattamento era ben assodato!

IL PAPA… SUL GRANDE SCHERMO: non lo abbiamo visto mai dal vivo, ma questo poco importa. Del papa in questa JMJ trattengo il desiderio e la gioia dello stare in mezzo ai giovani. Non solo: le sue parole di speranza, di fiducia, di incoraggiamento ai giovani non rinunciavano mai a mostrare mete alte ed esigenti.

“Cari giovani, non conformatevi con qualcosa che sia meno della Verità e dell’Amore, non conformatevi con qualcosa che sia meno di Cristo”. “Cari amici, che nessuna avversità vi paralizzi! Non abbiate paura del mondo, né del futuro, né della vostra debolezza…” E ancora: “Aver fede significa appoggiarsi sulla fede dei tuoi fratelli, e che la tua fede serva allo stesso modo da appoggio per quella degli altri. Vi chiedo, cari amici, di amare la Chiesa…”. E, indicando la croce: ”Guardando Gesù sulla croce impariamo ad amare ciò che Dio ama e come Egli lo fa”.

IL SILENZIO: per il silenzio ho un filmato e una fotografia. Il filmato ci ritrae – ora l’uno, ora l’altra – alla ricerca di un po’ di silenzio personale, tra le strade di Madrid e i gruppi un po’ chiassosi (solo un po’???!!!!) dei giovani che hanno invaso la città. La fotografia è stata scattata il sabato sera, durante la veglia Eucaristica dopo il temporale alla spianata dell’aeroporto Quatro Vientos. Un po’ raffreddati, zaini e sacchi a pelo chiusi sotto il telo cerato, piedi a mollo… ma tutti in silenzio ad adorare Gesù Eucarestia. Perché per quello eravamo venuti, anche se con mille aspettative diverse. Lì ci siamo sentiti tutti convocati e abbiamo risposto: ci sono anch’io, sono qui, davanti a Te.

“NON T’ARRABBIARE” E “LA VITA SEGRETA DELLE API”: questa è l’immagine della vita sul pullman. Il “Non t’arrabbiare” è un gioco da tavolo; dopo trecento partite ancora ci chiediamo com’è che don Paolo vince sempre. “La vita segreta delle api” è stato invece il film più discusso dai giovani del nostro pullman… ma che nessuno ha mai visto perché dormivamo tutti!

DICIASSETTE PRIMI PIANI: sono i nostri volti, colti nelle espressioni più improbabili. Ciascuno con la propria storia, con le proprie fatiche, con i propri desideri, con le proprie debolezze e fragilità. Ho imparato a conoscere meglio i volti di chi ha condiviso con me questa JMJ: tutti mi han dato qualcosa; a tutti voglio un po’ più bene; con tutti mi sento un po’ di più “in famiglia”. GRAZIE!

Testimonianza di Luca

“Forti nella fede, forti nella fede, camminiamo in Cristo nostro amico, nostro Signore. Gloria sempre a lui! Gloria sempre a lui! Camminiamo in Cristo, forti nella fede!”
Con queste parole inizia e termina l’inno della GMG di Madrid. Parole che rispecchiano tutto il clima che si respirava, in modo particolare nei due giorni passati a Quatros Vientos insieme al Papa. In effetti, nonostante il caldo atroce che ci ha “distrutto” fisicamente, il temporale che si è “scatenato” durante la veglia, c’era un qualcosa di molto più forte che ci permetteva di tenere duro. Questo qualcosa è stato la fede in Cristo nostro amico! Cosa mi ha lasciato la GMG? È stato un po’ problematico rispondere perché le cose che ho portato a casa sono davvero tante e di vario tipo! Innanzitutto ho acquisito spirito di adattamento a tutte o meglio quasi tutte le condizioni di vita (lavarsi e dormire in qualsiasi posto) sino ad arrivare a qualcosa di molto più importante: la mia fede. Fede che ha trovato risposte a molte delle mie domande, fede che inoltre si è rafforzata. Risposte che sono arrivate grazie a tutti i giovani che erano presenti, grazie alle omelie durante le messe presiedute dai vescovi e dal papa e infine dalla veglia a Quatros Vientos che mi ha proprio colpito! Per concludere dico: rimaniamo “firmes en la fe”!

Testimonianza di Alessandro

La cosa che più mi ha colpito di questa mia prima Giornata Mondiale della Gioventù è stato il vedere così tante persone in una sola volta. Mentre ero all’aeroporto militare di Cuatro Vientos per trascorrere la notte e assistere alla veglia eucaristica mi guardavo intorno e… la gente era troppa! Sembrava non finire mai oltre al mio sguardo. L’emozione più grande l’ho provata la mattina seguente quando al momento della comunione mi sono inginocchiato e ho visto che lo stesso gesto veniva eseguito con passione da più di un milione di persone e li mi sono chiesto: “È possibile una roba del genere?” pensavo, si c’è tanta gente cristiana nel mondo, ma mai avrei creduto che così tanti giovani avrebbero partecipato a questo evento. Anche la notte è stata qualcosa di speciale… Moltissimi erano quelli che anche sotto la pioggia cantavano, pregavano e partecipavano attivamente alla celebrazione nonostante molti altri fossero rinchiusi in tende o comunque intenti a ripararsi dall’imprevisto maltempo. Il Papa la mattina ha ringraziato tutti i presenti e in quel momento mi sono anche io sentito ringraziato quasi singolarmente come se il Papa fosse venuto lì e mi avesse detto “Oh grazie di aver partecipato!!!”. In poche parole quello che ho portato a casa da questa esperienza è stata una testimonianza di fede (più che a livello personale) a livello globale.

Ah… un’altra cosa! Ho notato che c’era felicità… guardavi i volti delle persone e vedevi felicità nonostante la fatica e il caldo! La Felicità… qualcosa che ormai manca a tante persone. Pensiamo che la felicità sia nell’avere tante cose materiali, invece a Madrid ho visto che la felicità veniva da qualcosa di più alto: potevi anche non avere nulla in quel momento, ma sicuramente lì vicino a te c’era un Amico con la A maiuscola!

Testimonianza di Francesca

Ciò che maggiormente mi ha colpito, sembrerà strano, è stata la tempesta… quel momento in cui sembrava veramente che Dio parlasse a due milioni di persone lì riunite, ognuna con le sue domande e i suoi dubbi oppure con la voglia di riscoprire la bellezza dello stare insieme per lo stesso motivo e ci dicesse che in questo momento così difficile, in cui sembra che ciò che contraddistingue la nostra società sia l’egoismo, ciò che ha veramente importanza è stare vicini l’un l’altro e aiutarci il più possibile. Questo mi è parso ancora più chiaro quando, nel bel mezzo di quella tempesta, due ragazzi la cui tenda era piccola hanno offerto riparo a me e ad un altro ragazzo. Secondo me è questo il vero spirito della GMG, ciò che ci vuole comunicare e ciò che io ho conservato nel mio cuore: siamo chiamati a essere davvero fratelli nel bene (lì rappresentato dal costante clima di festa e Gioia) e nel male… Grazie!

Testimonianza di Christian

…sono partito da casa mia semplicemente, accettando l’invito di un padre, il Papa, che mi ha sfidato ad andare all’origine del mio essere cristiano. Ho raccolto la sfida, sono andato fino a Madrid con l’intento di capire in che modo Gesù Cristo potesse essere la risposta ai miei desideri. Poi, strada facendo, sono sopraggiunti la fatica e lo scoraggiamento… non riuscivo a trovare una risposta!! L’ultimo giorno però, sopravvissuti a una notte tempestosa, ci siamo stretti attorno al Papa e attraverso il Vangelo della domenica mi sono sentito chiedere da Gesù: “Ma tu, chi dici che io sia?”. Lì ho capito che rispondere a quella domanda, e quindi alle domande che mi porto dentro, non è possibile al di fuori di un vero e proprio rapporto con Lui.

Ma questo rapporto è possibile? Sì! Il Papa ce lo ha testimoniato con la sua presenza e ci ha suggerito il luogo in cui questo diventa possibile: “Cari giovani, permettetemi che, come Successore di Pietro, vi inviti a rafforzare questa fede che ci è stata trasmessa dagli Apostoli, a porre Cristo, il Figlio di Dio, al centro della vostra vita. Ma permettetemi anche che vi ricordi che seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa. Non si può seguire Gesù da soli.”

Testimonianza di Marco

La JMJ è stata per me un’esperienza unica soprattutto perché mi ha fatto capire quanto sia importante la religione per milioni di persone, si può anche capire come la vivono gli individui di mille altri paesi e quindi accettare anche consigli!! È stato anche un modo per fare amicizie e conoscere sempre più le persone che mi stanno vicine… E poi chi è che non vorrebbe vedere il papa da chilometri di distanza?? Eheh!!

Testimonianza di Riccardo

Questa esperienza è stata proprio come me la immaginavo, però è difficile da raccontare: bisogna viverla in prima persona per capire quanta energia ti trasmette (e quanta ne devi spendere per riuscire a fare tutto, ma alla fine si va in pareggio facilmente).

È un evento allucinante, fatto di momenti emozionanti, di aneddoti che porti a casa da raccontare, di nuove idee e di cose che mai avresti fatto prima.

È un’occasione (anzi, è l’occasione) per “lavorare” su sé stessi e su come ci relazioniamo con gli altri, perché ti trovi inevitabilmente a condividere spazi, tempi, idee, emozioni e sensazioni con un milione di persone provenienti da ogni angolo del pianeta giunte nello stesso posto per lo stesso motivo. E sulla faccia di queste persone chiunque può leggere la gioia, la festa, la preghiera, la felicità e la voglia di vivere che animano le vie di un’intera città per sette giorni. Allora, vi ho convinto a partecipare alla prossima?

Testimonianza di Massimo

Ebbene ve lo voglio proprio dire: sono partito controvoglia, se avessi potuto sarei andato altrove! Eppure nonostante la mia età, l’allergia ai raduni di massa e molte altre mie lamentele che vi risparmio, le sorprese e le grazie che questo pellegrinaggio mi ha riservato, contro ogni aspettativa, sono state tante e particolarmente gradite. Ho visto negli occhi di tanti giovani del decanato sguardi che si accendevano all’improvviso, silenzi che non mi sarei mai atteso, clima di preghiera e raccoglimento nei posti quotidiani più impensati come la strada, nelle file interminabili per ogni necessità, nei padiglioni della fiera, nella spianata dell’aeroporto… Grazia e tenerezza di Dio in azione! È Lui che ha sfiorato con brezza leggera i nostri cuori (magari anche con le tempeste e le vampate di calore…).

La conferma che non è stato sentimentalismo o risultato di un’effimera esaltazione la stiamo già vedendo in tanti gesti concreti di questi giovani: molti hanno iniziato a dedicarsi al servizio della catechesi per i più piccoli, al servizio negli oratori… e a tanti gesti segreti di conversione. Ma quel che più conta sono gli spiragli che si sono aperti in attesa di quel “Vento che soffia dove vuole” e che può spalancare i cuori a volte smarriti nella quotidiana avventura di questo mondo. Il clima generale, anche se intriso di stanchezza e fatiche, ha ripagato molte attese e suscitato sorprese che sono semi pronti a radicarsi nel fertile grembo delle chiese sparse in ogni continente. Buon proseguimento.

Alcuni pensieri raccolti

Cosa faccio, vado o non vado alla GMG? Ma no, non vado… Però ho ancora un po’ di tempo per pensarci…. Ma sì dai, vado!

I tre giorni a Barcellona ci hanno aiutati forse ad ambientarci in questo clima di “vacanza” e di preghiera, poi… è cominciata l’avventura!

Era una realtà “strana”, eravamo circondati da migliaia di giovani, pieni di entusiasmo e di gioia nel manifestare la loro fede. Forse in queste occasioni è molto più semplice definirsi Cristiani, mentre nella vita di tutti i giorni ci nascondiamo sempre un po’.

Vivere per dieci giorni insieme a tutte quelle persone mi ha fatto pensare che la vicinanza degli altri è sempre un arricchimento, specialmente per il mio cammino.

Non sono mancati i momenti NO, le lamentele, la pioggia nel momento sbagliato, la stanchezza che spesso ha contribuito a peggiorare il mio umore…. Ma posso dire di aver fatto proprio bene a decidere di andare!!!

* * *

Ripensando a ciò che la JMJ mi ha lasciato, mi vengono subito in mente due parole: unione e condivisione. Unione e condivisione tra noi ragazzi della diocesi di Milano che abbiamo vissuto insieme anche un momento di preghiera nella Sagrada Familia di Barcellona, e soprattutto, unione e condivisione con i giovani del Mondo.

Sembrano parole scontate, quasi banali, ma ritrovarsi in una grande città come Madrid e vedere le strade affollate di gente,le metro stracolme di giovani che cantavano inni del proprio Paese e a volte anche del tuo Paese, è un qualcosa che ti lascia da pensare, che ti da quel senso di unione e fratellanza, veramente da pelle d’oca.

Sono rimasta particolarmente colpita la notte dell’ Adorazione quando, malgrado il maltempo, tutti siamo rimasti lì, sotto la pioggia ad aspettare che il Papa riprendesse la preghiera.

Personalmente, posso dire di non essere riuscita a seguire pienamente le catechesi e i momenti di preghiera, ma il solo ritrovarmi in mezzo a così tanti giovani riuniti per un unico motivo, quello di professare e testimoniare la propria fede, è stata comunque una grande testimonianza. Come ha detto Papa Benedetto XVI durante l’omelia della domenica conclusiva della JMJ: ”Penso che la vostra presenza qui, sia una meravigliosa prova della fecondità del mandato di Cristo alla Chiesa «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura» (Mc 16,15)“

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