24 Dicembre 2012 | Parola di Don

Caro Bambino Gesù, hai visto quanta gente ti sta girando intorno?

Pubblichiamo la lettera integrale a Gesù Bambino letta da don Paolo a conclusione del Presepe Vivente di ieri pomeriggio. Auguri di buon Natale e felice anno nuovo!

Pubblichiamo la lettera integrale a Gesù Bambino letta da don Paolo a conclusione del Presepe Vivente di ieri pomeriggio. Cogliamo l’occasione per farvi i nostri migliori auguri di buon Natale e felice anno nuovo!

Caro Bambino Gesù,
hai visto quanta gente ti sta girando intorno?
Certo, per questa rappresentazione che è sempre commovente;
ma credo sia soprattutto perché questa è un’immagine della realtà: davvero attorno a te possono stare proprio tutti, dai più piccoli ai più grandi, dai più poveri ai più ricchi, dai più noti ai più sconosciuti.
Ognuno di essi è un’immagine della fede.

Non so se possiamo scegliere da chi essere rappresentati.
Forse in ognuno di noi c’è qualcosa di tutti i personaggi.

Certo ci piacerebbe essere come Maria e Giuseppe,
che ti hanno stretto tra le loro braccia, che non si sono sentiti distanti da te,
che hanno visto tutta la tua umanità benedetta, che hanno sentito i tuoi capricci
e che ti hanno accolto nel lettone nelle notti in cui magari avevi paura del temporale.

Noi facciamo proprio fatica a pensare che possiamo starti così vicino;
la fede sembra qualcosa di così complicato, che ci tiene così lontani…

Oppure ci piacerebbe essere come quei Magi venuti da lontano:
non conoscevano né le scritture, né Mosè, né i profeti…
a loro è bastata una stella per arrivare fino a te.

Noi a volte pensiamo di essere così:
gente che non ha bisogno di segni visibili per credere:
le preghiere, la Messa, la confessione…
Preferiamo lasciarci guidare dalla stella del nostro cuore.
Peccato che poi ci dimentichiamo che la stella ha condotto i Magi
non subito a Betlemme, ma a Gerusalemme, dove hanno incontrato Mosé e le Scritture
e ne hanno saputo fare un uso migliore di quelli che le conoscevano così bene.

A volte, purtroppo, ci sentiamo come Erode:
la notizia della tua presenza ci mette in agitazione,
quasi che la tua venuta voglia portarci via qualcosa di nostro.
In tanti modi – quando sentiamo parlare di fare la tua volontà –
ci viene il sospetto che la tua volontà sia sempre contro la nostra,
che  non coincida mai con i nostri desideri e le nostre gioie.
E allora anche noi cerchiamo di eliminarti:
convincendoci che credere è atteggiamento infantile, bisogno psicologico di certezze,
e tutte queste scuse qui.

In quest’anno della fede però – se me lo permetti – io una scelta la vorrei fare: vorrei essere come i pastori: vigilanti, obbedienti, concreti e contenti.

Vigilanti perché pur nella routine delle notti tutte uguali passate a curare il gregge, hanno saputo tenere uno spazio vuoto nel loro cuore e questo vuoto ha consentito loro di riconoscere nelle parole dell’angelo quello che mancava alla loro vita e così si sono messi in cammino.

Solo chi attende può ancora credere alle parole degli angeli; chi non attende più crede solo alle parole dei telegiornali.

Perché la fede è attesa.

Obbedienti perché di fronte al mistero di un Dio che si rivela non gli hanno fatto subito il processo: ma perché, per come, perché a noi…

Per comprendere non sono stati immobili a fare una marea di domande, ma si sono messi in cammino e solo così hanno trovato qui presso di te ogni risposta.

Perché la fede è obbedienza.

Concreti perché sapevano che la vita reale non è quella fatta solo dalle intenzioni, ma quella che passa attraverso le scelte.

Non hanno solo creduto a delle parole, ma hanno mosso le loro gambe, hanno scelto di andare: ciò che ci rende più veri non sono le intenzioni buone, ma le scelte concrete che noi facciamo.

Perché la fede è una scelta.

E infine contenti: contenti della scelta fatta, contenti di aver creduto agli angeli, contenti di aver trovato quello che colmava il vuoto del loro cuore, contenti di condividere con tutti e non trattenere solo per sé, come un tesoro geloso, ciò di cui sono stati testimoni.

Perché la fede è gioia.

 

Ecco, Bambino Gesù, vorrei vivere così questo natale: credendo alle parole di chi mi parla di te (come gli angeli, ma non solo quelli con le ali), scegliendo di mettermi in cammino, e provando la gioia di chi – trovandoti – sa di aver ricevuto il dono più bello, quello che ti cambia la vita.

Lo chiedo per me e lo auguro a tutti!